…. una diagnosi tempestiva permette l’identificazione del tumore negli stadi iniziali….
… la percentuale di sopravvivenza in caso si diagnosi precoce risulta del 94 %– 100%….
I testicoli, gonadi pari del maschio, sono organi che svolgono, nel maschio, due funzioni essenziali:
- Spermatogenesi (produzione e maturazione degli spermatozoi)
- Produzione di ormoni maschili come il testosterone
Il tumore del testicolo rappresenta la neoplasia solida che con maggiore frequenza colpisce i maschi tra i 15 ed i 40 anni.
Normalmente il tumore si sviluppa in un solo testicolo ma i soggetti colpiti in passato da questa neoplasia hanno un rischio maggiore di sviluppare l’analogo tumore nell’altro testicolo.
L’incidenza di questa neoplasia si attesta in Europa intorno ai 5,0 /100.000 abitanti in Spagna fin ad arrivare ai 11,8/100.000 abitanti in Norvegia, con un aumento globale nel lungo periodo.
La sopravvivenza del tumore al testicolo raggiunge il 99% nel I stadio con una mediana del 92% nel secondo stadio e del 85% nel III stadio.
Nel 95% dei casi sono tumori a cellule germinali (GCT) suddivisi in seminomi (52-56%) e non seminomi (NSGCT 44-48%).
Fattori di rischio
- Criptorchidismo: mancata discesa nel sacco scrotale di uno o di entrambi i testicoli che restano collocati nell’ inguine o in addome. Le probabilità si riducono se avviene una precoce correzione chirurgica.
- Sindrome di Klinefelter: aneuploidia dei cromosomi sessuali che diventano 47 con XXY con conseguente ipogonadismo primario
- Storia familiare positiva per questo tumore
- Precedente infezione da HIV
Prevenzione
Non è previsto lo screening di popolazione per il tumore al testicolo.
Prevenzione primaria.
- Correzione del criptorchidismo
- Ridurre/evitare l’uso regolare di cannabis
- Mitigare esposizione ad interferenti endocrini
Prevenzione secondaria:
- Educare all’attenzione ai sintomi e stimolare l’auto esame nei soggetti ad alto rischio.
- Evitare ecografia di screening nella popolazione asintomatica: non dimostrato beneficio con rischio di over diagnosis e cascata di follow-up e di interventi chirurgici inutili e/o dannosi.
Sintomatologia
Presenza di nodulo associato ad un aumento di volume e senso di pesantezza del testicolo riscontrato casualmente dal paziente stesso.
Anche il rimpicciolimento del testicolo può essere un segnale di esordio della malattia.
Diagnosi:
- Esame obiettivo
- Ecografia testicolare: diagnosi differenziale da lesioni benigne e valutazione della estensione della lesione tumorale
Dosaggio di sostanze presenti nel sangue prodotte dalle cellule tumorali o indotte dalla presenza del tumore:
Elevati livelli di alfa feto proteina fortemente indicativo di Tumore non seminoma
Livelli elevati di Beta HCH rende improbabile la presenza di un Tumore seminoma puro
Livelli Latticodeidrogenasi (LDH) elevati nel 40_60% dei pazienti indipendentemente dall’ istotipo (seminoma/ non seminoma). Livelli bassi nel dosaggio dell’LDH sono forieri di una buona prognosi.
TC con mezzo di contrasto Torace-Addome-Pelvi per lo studio in particolare del retro peritoneo: il tumore al testicolo tende a diffondersi ai linfonodi addominali prima che ad altri organi viscerali. RMN in alternativa alla Tc non eseguibile per controindicazioni.
RMN encefalo indicata in pazienti con Beta Hcg molto elevata, metastasi polmonari e/o sintomi neurologici.
PET-FDG indicata post chemioterapia con massa residua > 3 cm e marcatori negativi
Stadiazione
Stadio I Tumore circoscritto al testicolo
Stadio II Tumore diffuso ai linfonodi dell’ addome
Stadio III Tumore diffuso oltre che ai linfonodi anche con metastasi a distanza: polmoni e fegato
Terapia
Prima di accennare all’ aspetto terapeutico di questa neoplasia è bene fare un a premessa:
il paziente affetto da tumore al testicolo può avere problemi di fertilità e deve essere informato sulla possibilità di preservarla conservando, in una banca del seme, campioni di liquido seminale raccolto prima dell’intervento e dell’eventuale trattamento chemio-radioterapico
La terapia del tumore al testicolo e nella maggioranza dei casi curativa e si basa sulla asportazione del testicolo, dell’epididimo e del relativo funicolo spermatico tramite incisione inguinale. Dopo l’asportazione e durante lo stesso intervento può essere inserita una protesi in silicone analoga al testicolo.
In base ad istologia e stadio si può propendere ad una sorveglianza oppure ad un trattamento chemio terapici (cisplatino) e/o radioterapico.
In caso di diffusione extra organo potrebbe essere valutata la necessità di eseguire un secondo intervento di linfectomia retroperitoneale.






