
Il termine perimenopausa include il periodo immediatamente prima della menopausa fino al primo anno dopo l’ultima mestruazione (OMS, 1990). L’età media per l’inizio della perimenopausa è generalmente intorno ai 40 anni, ma può variare ampiamente tra le donne. La maggior parte delle donne inizia a sperimentare la perimenopausa tra i 45 e i 55 anni.
Si tratta, di solito, di un processo graduale che si verifica nel corso di molti anni (dai 4 ai 10 anni), durante il quale la funzione ovarica e quindi la produzione degli ormoni estrogeno, progesterone e testosterone può fluttuare notevolmente, portando a una grande varietà di sintomi fisici e psicologici. I sintomi principali sono le vampate di calore, sudorazioni notturne, sonno disturbato e alterazioni del tessuto vaginale (secchezza vaginale e distrofia); altri sintomi e condizioni comuni sono fluttuazioni dell’umore, cambiamenti cognitivi (nebbia mentale), basso desiderio sessuale, osteoporosi, aumento del grasso addominale e cambiamenti negativi nella salute metabolica (Duralde et al., 2023).
Secondo Saleh et al. (2023) il periodo perimenopausale è caratterizzato da fluttuazioni ormonali che innescano una complessa interazione tra i livelli di estrogeni e la funzione dei neurotrasmettitori, contribuendo ad una maggiore predisposizione alla depressione e all’ansia. Contemporaneamente, i cambiamenti ormonali, unitamente alle alterazioni del tessuto vaginale (secchezza vaginale e distrofia), causano disfunzioni sessuali (calo della libido e dispareunia, ovvero dolore durante i rapporti sessuali) durante questa fase di transizione.
È utile affermare che non tutte le donne, però, manifestano i sintomi con una intensità tale da comprometterne la qualità della vita; ci sono donne che attraversano questa fase quasi senza accorgersene, permettendoci di concettualizzare la perimenopausa come condizione clinica estremamente complessa e diversificata.
Ma cosa succede al corpo in perimenopausa?
Durante il periodo perimenopausale, la fluttuazione ormonale innesca una serie di cambiamenti importanti a carico del corpo. La pelle perde elasticità rendendo più evidenti le rughe. Il grasso corporeo tende a ridistribuirsi, accumulandosi maggiormente su addome e fianchi. Le donne tendono a sentirsi più stanche, affaticate e meno agili, tanto da arrivare a non riconoscersi più.
Il problema è amplificato dalle pressioni sociali che esaltano un corpo performante, produttivo e “fertile”. Il corpo è frutto dell’incrocio tra dimensione biologica e dimensione sociale, quindi le realtà corporee acquistano significati ed identità in base al contesto culturale nel quale sono inserite, la cultura, cioè, fornisce nomi e identità al corpo, passando attraverso la componente biologica (Pizzini, 1999).
Relativamente all’immagine corporea, uno studio meritevole di attenzione, condotto da Pałkowska et al. nel 2019, si pone come obiettivo di determinare se l’immagine corporea delle donne varia a seconda del periodo della loro vita riproduttiva. In questo studio sono state esaminate 113 donne di età compresa tra 25 e 60 anni. Lo studio evidenzia che le donne in postmenopausa, la cui attività ovarica è quasi cessata, rispetto a quelle nei gruppi perimenopausa e menopausa, attribuiscono minore importanza alle seguenti parti del corpo: occhi, naso, bocca, stomaco, glutei, cosce e polpacci e hanno maggiore soddisfazione dal proprio corpo.
Un altro studio di Séjourné et al. (2019) mira a esaminare come la perimenopausa influenzi l’immagine corporea. A tal fine, sono stati confrontati tre gruppi di donne con diverso stato menopausale (premenopausa n = 142, perimenopausa n = 66 e postmenopausa n = 149) considerando la variabile insoddisfazione della propria immagine corporea. Si osserva che l’insoddisfazione per l’immagine corporea è significativamente più alta nel campione perimenopausale rispetto al suo corrispettivo premenopausale. Nel campione postmenopausale, l’immagine corporea è migliorata, poiché questo gruppo ha mostrato punteggi simili al livello premenopausale. Concludiamo che l’insoddisfazione dell’immagine corporea raggiunge un massimo durante la fase perimenopausale, prima di tornare a un livello quasi identico tra la fase premenopausale e quella postmenopausale.
Sembra che slegando il corpo dal concetto di fertilità e dall’idea socialmente accettata di quello che rende un corpo attraente e desiderabile, la donna riesca a trovare quello che davvero è soddisfacente e appagante per lei.
E dal punto di vista della sessualità cosa succede?
Uno tra i cambiamenti più rilevanti riferito da molte donne già durante la perimenopausa è rappresentato dal calo del desiderio sessuale associato in maniera variabile ad un discomfort ingravescente durante i rapporti (Gregersen N. et al., 2006). Le donne possono riportare il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo (HSDD) e la sindrome genitourinaria della menopausa (GSM), due condizioni molto comuni a causa biologica, spesso compresenti e che possono essere influenzate da una molteplicità di fattori di rischio individuali e contestuali. Una diagnosi adeguata e tempestiva è importante per evitare la cronicizzazione della disfunzione sessuale che potrebbe diventare refrattaria al trattamento. L’algoritmo terapeutico comprende un approccio multidisciplinare, che include la gestione farmacologica e non farmacologica. Il trattamento individualizzato è la chiave per fornire cure integrate con atteggiamenti positivi alle coppie, al fine di ampliare la “sessualità” di entrambi i partner (Nappi et al., 2025). La letteratura dimostra che, sebbene la funzione sessuale possa diminuire per molte donne durante la perimenopausa e menopausa, questo declino è multifattoriale, coinvolgendo non solo cambiamenti ormonali e biologici, ma anche fattori psicosociali, dinamiche relazionali e atteggiamenti sociali. Gli interventi che vanno dalla terapia ormonale, farmacoterapia agli approcci psicosessuali hanno mostrato diversi gradi di efficacia nell’affrontare le problematiche sessuali durante questo periodo (Pope R., 2025). È importante dire, però, che non tutte le donne sperimentano problematiche sessuali durante il periodo perimenopausale. Alcune donne riferiscono una maggiore libertà psicologica, soprattutto perché è estremamente ridotta la possibilità di gravidanze indesiderate. Aumenta la consapevolezza, la confidence e la capacità di comunicare al partner i desideri. In questa fase della vita molte donne vivono la sessualità con meno ansia e con maggiore autenticità, riscoprendo nuovi modi di vivere il piacere.
Come aiutare la donna e la coppia in questa fase transizionale?
La perimenopausa è una fase transizionale complessa che predispone la donna a sviluppare una serie di conseguenze negative sulla qualità della vita; pertanto una presa in carico personalizzata e multidisciplinare della donna in perimenopausa, in un’ottica biopsicosociale, diventa sempre più auspicabile. Un recente studio (Kennard et al., 2026) propone approcci integrativi per gestire i sintomi della perimenopausa e promuovere la salute a lungo termine. Le strategie nutrizionali possono alleviare i sintomi vasomotori e supportare la salute cardiovascolare e ossea. L’attività fisica e le pratiche mente-corpo come yoga migliorano il benessere fisico e psicologico. Alcuni integratori selezionati si mostrano sufficientemente promettenti per il miglioramento della qualità del sonno, l’umore e la funzione sessuale. Integratori come calcio, vitamina D, magnesio e vitamina K2 supportano la salute delle ossa; la terapia ormonale rimane il trattamento più efficace per i sintomi vasomotori e genito-urinari. Fornendo una gestione individualizzata della perimenopausa attraverso una lente biopsicosociale e offrendo trattamenti farmacologici insieme al supporto psicologico (volti alla donna ma anche alla coppia), c’è il potenziale non solo per trasformare la vita delle donne colpite, ma anche per salvaguardare la loro salute a lungo termine (Crockett et al., 2025). Le linee guida di pratica clinica dell’European Society of Endocrinology per la valutazione e la gestione della menopausa e della perimenopausa raccomandano di adottare un approccio olistico per le donne durante la perimenopausa e la menopausa, senza concentrarsi esclusivamente sulla terapia ormonale sostitutiva (HRT)/terapia ormonale menopausale (MHT) (Lumsden et al., 2025).
Dott.ssa Laura Falesiedi
(Psicologa specializzata in sessuologia clinica)
Riferimenti bibliografici
Duralde E.R., Sobel TH, Manson JE. (2023). Gestione dei sintomi della perimenopausa e della menopausa. BMJ.
Saleh, S. A., Almadani, N., Mahfouz, R., Nofal, H. A., El-Rafey, D. S., & Seleem, D. A. (2024). Esplorare l’intersezione tra depressione, ansia e salute sessuale nelle donne in perimenopausa. International Journal of Women’s Health, 16: 1315-1327.
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Séjourné N., Got F., Solans C., Raynal P. (2019). Immagine corporea, soddisfazione della vita sessuale, autostima e sintomi ansiodepressivi: uno studio comparativo tra donne in premenopausa, perimenopausa e postmenopausa. J. Donne che invecchiano, 31:18-29.
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Gregersen N., Jensen P.T, Giraldi A.E. (2006).Sexual dysfunction in the peri- and postmenopause. Status of incidence, pharmacological treatment and possible risks. Review, 53(3): 349-53.
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Lumsden MA, Dekkers OM, Faubion SS, Lindén Hirschberg A, Jayasena CN, Lambrinoudaki I, Louwers Y, Pinkerton JV, Sojat AS, van Hulsteijn L. (2025). Linea guida di pratica clinica della European Society of Endocrinology per la valutazione e la gestione della menopausa e della perimenopausa. Eur J endocrinolo, 193(4): G49-G81.






